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Arte solo Arte
Il Poeta è un ladro di Fuoco. (Rimbaud)
 
 

Scrivere è la mia vita, la Musica la mia essenza.

 

 


 


 

PENSIERI E IMMAGINI

Chi ha coraggio fa anche a meno della reputazione. (Via col vento)

Vince solo chi è convinto di poterlo fare. (Virgilio)

Il destino di cui parli io lo cambio quando voglio! (Naruto)

Meglio esser pazzo per conto proprio, anziché savio secondo la volontà altrui. (F. Nietzsche)

Il Poeta è un ladro di Fuoco. (Rimbaud)

L'Arte sale tanto più in alto quanto più a fondo la sofferenza ha scavato il cuore. (M. Proust)

Vivi divertendoti, soprattutto nei momenti di difficoltà! (Sana)

Fra l'amore e la musica c'è questa differenza: l'amore non può dare l'idea della musica, la musica può dare l'idea dell'amore. (H. Berlioz)

Possiamo scegliere quello che vogliamo seminare, ma siamo obbligati a mietere quello che abbiamo piantato. (Proverbio cinese)

Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi. (A. De Saint-Exupery, Il piccolo principe) 

Per la prima volta nella vita scrivevo per me e non per qualcun altro. Scrivevo per dar fuoco al mondo e consumarmi con lui. Lavoravo tutte le notti fino a crollare esausto. Battevo sulla tastiera fino a quando le dita mi sanguinavano. (C. R. Zafòn)

 

Se per essere saggio sarò costretto a rinunciare a tutto quello in cui credo, preferisco continuare ad essere un folle!! (Naruto)


La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di là d'ogni possibilità di realizzazione. (I. Calvino)

Preferisco essere un sognatore tra i più umili con visioni da realizzare, piuttosto che principe di un popolo senza sogni né desideri. (K. Gibran)



Coloro che danzavano erano considerati folli da quelli che non riuscivano a sentire la musica. (A. Monet)

Quando hai una cosa, questa può esserti tolta. Quando tu la dai, l'hai data, e nessun ladro te la può rubare. E allora è tua per sempre. (J. Joyce)


Non è vero che disponiamo di poco tempo.... Ne gettiamo via molto. La vita, se la sai gestire bene, è lunga. (Seneca)

Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi. (W. Shakespeare)

 

Bisogna vivere come si pensa, altrimenti si finirà per pensare a come si è vissuto. (P. Bourget)

Poiché un sognatore è colui che vede la sua strada solo al chiaro di luna, la sua punizione è vedere l'alba prima del resto del mondo. (O. Wilde)

A volte il vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato. (J. Morrison)

Non è mai esistito ingegno senza un poco di pazzia. (Seneca)

Chi sogna di giorno sa molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte. (Poe)

...and a new day will dawn for those who stand long and the forests will echo with laughter... (Stairway to Heaven)


 

Guarda le piccole cose, perché un giorno ti volterai e capirai che erano grandi. (Jim Morrison)

 

CULTURA
18 dicembre 2012
L'avventura della Storia Greca

Superba. Questo è l’aggettivo migliore per definirla. È superba la Storia Greca, con tutte quelle meravigliose contraddizioni che i Greci (paradossalmente!) seppero sfruttare per rendersi ancora più grandi; con tutte quelle alleanze e voltafaccia che ti fanno diventare scema perché ne trovi a bizzeffe in una sola pagina; con tutte le isole, e le poleis ioniche, e la cultura, e lo spirito...

Ho imparato moltissimo nel corso della preparazione di questo esame stupendo. Ad esempio il fatto che la precisione geografica e cronologica in storia è davvero fondamentale e che quando riesci – dopo esserti fatta in quattro, chiaro! – a collocare qualsiasi evento nel tempo e nello spazio, e qualunque città o piccola isola sulla carta, allora senti davvero di avere il mondo in mano.

Gli Ateniesi? Che strani gli Ateniesi. Senza di loro non sarebbe mai nata la democrazia, e hanno prodotto milioni di cose, milioni di grandi personalità… Ma cavolo, certo che ne hanno anche combinato! Gli statisti? Giusto salverei Solone e Clistene – anche se Clistene per poco non mi faceva impazzire (finché non ho capito di dover colorare la cartina!) Gli statisti affossatori della democrazia mi sono stati poi veramente sulle balle. Cleone un idiota, Teramene un idiota e mezzo, ma Efialte… Efialte proprio non si regge! E Pericle? La Atene del suo tempo sarà anche stata l’Atene classica per eccellenza, la sua epoca sarà anche stata l’epoca d’oro dell’antichità, ma lui era… boh. Lui è tutto un Boh, per me. Ci devo riflettere. Comunque, molto meglio i “più strateghi che statisti”. Milziade audace fino alla follia (e meno male!), Temistocle l’avrei baciato, e poi c’è Cimone… quanto ho amato Cimone. <3 Peccato che il popolo ateniese fosse così cieco da accusare (persino di medismòs!), ostracizzare e condannare i suoi uomini migliori. Una democrazia per un insieme di stronzi ingrati. Vallo acapire il popolo ateniese. Che poi, cavolo dai, mi spiegate… Perché, perché, perché?! Proprio in Sicilia dovevate andare a concludere la vostra avventura in mare? E come l’avete conclusa poi?! Mica vi hanno davvero battuto! No, vi siete fottuti da soli, terrorizzati da un’eclissi di luna!!! Perché? Perché prima mi fondate tutto un immenso impero attico nel mar Egeo e oltre, e poi mi andate a finire così, in preda alla superstizione?! Non sapevo se ridere o se piangere, alla fine. Però che bello. <3

Ah, dimenticavo: gli Ateniesi erano anche dei bastardi razzisti che credevano la loro polis superiore alle altre e si adoperavano per ideare principi scientifici (!) che lo dimostrassero. Ma come, gli inventori della democrazia?! Yes, proprio loro signori. <3

Gli Spartani, al confronto, erano poveri scemi, degli ingenui coglionazzi che al solo timore di una nuova rivolta messenica se la facevano sotto al punto da cercare non una ma mille volte la pace con le poleis avversarie. Che teneri loro, così chiusi nella loro Laconia, così introversi. Che si facevano trascinare in guerra dalle altre poleis più furbe – la guerra del Peloponneso, quella che ha portato all’eclissi delle poleis, non ci sarebbe mai stata, e Sparta non si sarebbe mai messa contro Atene se non fosse stato per quei bastardi dei Corinzi (<3), e magari dei Megaresi, e magari anche degli Egineti e dei Potideati. Tutta gente che approfittava della forza dell’esercito spartano. Perché, sì, Sparta sul campo era davvero (quasi) imbattibile. Teneri gli Spartani, che nonostante il loro carattere introverso alla fine scelsero più e più volte di proteggere le poleis ioniche contro i Persiani; e che tristezza che alla fine si fecero ingannare da quel bastardo di Artaserse.

E poi dopo? Non bastava questa beffa, no, si fecero pure sconfiggere da Tebe – da TEBE! Da quegli odiosi Tebani – e il loro destino venne segnato proprio da una rivolta messenica, ciò che temevano di più al mondo.

E per quanto riguarda i Tebani? Dei bastardi filopersiani, come avevo sempre pensato. I Tebani erano talmente stronzi che furono i Greci – i Greci e non Alessandro come pensavo io! – a decidere di radere al suolo Tebe! Epaminonda è l’unico tebano che salvo, e non perché era tebano, ma perché era patriota.

Ci sono tantissime belle figure – di strateghi soprattutto – come lo spartano Leonida, o l’ateniese Alcibiade… Mamma mia, che figura affascinante la sua, talmente sfaccettata e complessa che ancora non sono riuscita ad inquadrarlo bene, neppure dopo aver studiato tutta la guerra del Peloponneso.

E poi c’è Alessandro…<3 Alessandro che era davvero l’uomo più eroe, tenero, figo, dolce, romantico, curioso, intelligente del mondo… E, obviously, uno stratega straordinario. Alessandro, l’uomo che interiorizzò la lezione della Libertà greca ancora meglio delle stesse poleis da cui l’aveva appresa. <3

Perché, sì, quella della Libertà è la lezione più importante che i Greci hanno lasciato al mondo.

Certo, c’è tantissimo che affascina di loro: la cultura e lo spirito universale a cui diedero vita pur essendo così divisi; il teatro, la letteratura, la filosofia, le scienze…Avevano già detto tutto loro. E la colonizzazione? Mi ha davvero sconvolto scoprire quante città in tutto il Mediterraneo – dalla Spagna al Vicino Oriente – sono di fondazione greca. Milioni di città, frutto di un’espansione territoriale che mai rispose ad un’autorità centrale, ma fu sempre opera e progettazione di comunità singole. Questo è… straordinario.

Ma la lezione della Libertà lo è ancor di più.

Quanto ho amato le guerre persiane. Non perché ho trascorso del tempo davvero eccessivo a studiare alla perfezione (proprio come uno stratega!) le dinamiche del doppio scontro Termopili-Capo Artemisio + Salamina (con Matteo al telefono e guardando cartine su cartine!), ma perché i Greci fecero qualcosa di allucinante, qualcosa che mette davvero i brividi solo a pensarci.

Quante volte i Greci, nonostante la loro frammentazione politica, nonostante le loro guerre gli uni contro gli altri, decisero di abbandonare le ostilità per unirsi sotto un’unica bandiera e combattere gli assalti dell’Oriente. E, nonostante l’assoluta inferiorità numerica, loro dimostrarono di essere ben più forti dei Persiani in qualcosa di molto più importante della guerra in sé.

E questo è anche il motivo per cui riuscirono a vincere l’Oriente.

Perché i Persiani erano sudditi e mercenari che combattevano per il soldo e la ricompensa del Gran Re, mentre per i Greci era questione di vita e di morte… i Greci combattevano per la Libertà.




permalink | inviato da Ari :) il 18/12/2012 alle 0:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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